Piastrelle in ceramica: tutto quello che c'è da sapere

Gradevoli nell'aspetto e convenienti nel prezzo, le mattonelle in ceramica sono una buona scelta per pavimentare ambienti domestici, commerciali o industriali, ma durante l'acquisto si tende a trascurare gli aspetti tecnici. Ecco come riconoscere delle piastrelle certificate.

Una tipologia di pavimentazione molto diffusa per gli ambienti interni ed esterni è quella in ceramica. Esistono svariate specie di ceramica che differiscono per caratteristiche e per prestazioni, in commercio vengono classificate in base a dei parametri ben precisi, come la percentuale di assorbimento dell'acqua o la resistenza al gelo, all'urto, alla formazione di macchie, all'azione di agenti chimici e allo scivolamento. Conoscere le proprietà delle ceramiche è fondamentale per orientarsi nella scelta del tipo di pavimento più appropriato al contesto in cui deve essere collocato e all'uso a cui è destinato.

Cos'è la ceramica?

La ceramica è un materiale che si ottiene dalla miscelazione e dalla cottura ad elevate temperature di varie sostanze, tra cui le argille, contenenti vari ossidi che creano diverse colorazioni: le ceramiche composte da un'alta percentuale di ossidi di ferro sono caratterizzate dalle tonalità di giallo, arancio, rosso o bruno, mentre quelle che contengono più ossidi di titanio hanno tonalità chiare, dal bianco al giallo. Oltre che dall'argilla è costituita dai feldspati, che sono dei minerali provenienti dalle rocce effusive e intrusive, da sabbia silicea, da ossidi di alluminio che hanno buone doti di resistenza agli acidi e bassa conducibilità termica e dal quarzo, che si origina dalle rocce magmatiche intrusive e ha una struttura cristallina.

Come si ottengono le piastrelle per pavimenti dalla ceramica?

Con la lavorazione della ceramica si creano diversi tipi manufatti, fra i quali le piastrelle per pavimenti, chiamate anche mattonelle o pianelle. Sono fabbricate in svariati formati, che si differenziano per dimensioni, per forma e per tipo di superficie, quest'ultima può essere smaltata o non smaltata. Le pianelle smaltate sono ricoperte da materiale vetroso che viene trattato per ottenere molti colori ed effetti lucidi o satinati. Lo strato di vetro non ha una funzione solo estetica: oltre a rendere le superfici più brillanti, le protegge, le rende dure, impermeabili e conferisce un buon livello di isolamento termico. Le piastrelle non smaltate non hanno il rivestimento vetroso, assorbono maggiormente lo sporco e per valorizzare l'aspetto sono rifinite con interventi di levigatura, di satinatura o di lappatura, ovvero di rifinitura della superficie con mole diamantate e con spazzole per esaltarne le caratteristiche estetiche.

La cottura avviene in speciali forni con due tecniche distinte: la monocottura e la bicottura. Le mattonelle in monocottura sono cotte in un'unica fase, ovvero la base, detta supporto, e lo smalto superficiale, subiscono un solo passaggio nei forni; quelle in bicottura, invece, sono cotte in due fasi distinte, prima si esegue la cottura del supporto, anche chiamato biscotto, e poi avviene il secondo passaggio di cottura per fissare lo smalto. In base alle materie prime impiegate, i supporti possono essere distinti in due gruppi:

  • piastrelle a pasta porosa: appartengono a questa categoria il cotto, il cottoforte, la maiolica e la terraglia;
  • piastrelle a pasta compatta: sono il grès porcellanato, il grès rosso, il clinker o klinkler e le monocotture in pasta rossa o chiara.

Le mattonelle porose sono costituite da una pasta più tenera, più assorbente e più facilmente scalfibile, mentre quelle compatte hanno una scarsissima porosità, sono impermeabili sia ai liquidi che ai gas e non sono assolutamente scalfibili. Nella scelta delle piastrelle in ceramica per i pavimenti è importante considerare che quelle in bicottura, pur essendo più pregiate e di aspetto più raffinato grazie alla presenza di smalti decorati, risultano maggiormente delicate di quelle in monocottura, vi è il rischio che con il continuo calpestio lo strato smaltato possa venire progressivamente rimosso ed è preferibile, pertanto, impiegarle per i rivestimenti murali, piuttosto che per le pavimentazioni. Invece le mattonelle in monocottura possono essere utillizzate sia per i pavimenti che per i rivestimenti. Un segreto per riconoscere una piastrella in monocottura è la presenza di una sagomatura a coda di rondine posta sul retro, che garantisce la perfetta aderenza al massetto.

pavimento in ceramica

(Pavimentazione in piastrelle di ceramica bianca con sfumature sul grigio, posata in un bagno.)

Classificazioni delle piastrelle in ceramica

Quando si comprano delle pianelle in ceramica è fondamentale accertarsi che siano certificate e informarsi circa la loro classificazione per caratteristiche tecniche, in modo da essere sicuri di creare un pavimento durevole e di elevata qualità, vediamo nel dettaglio quali sono i requisiti da controllare:

  • grado di impermeabilità: è la percentuale che esprime la capacità di assorbimento dell'acqua e dipende, in gran parte, dalla porosità dell'impasto; vi sono piastrelle a basso, a medio e ad alto assorbimento, la permeabilità è in genere indicata sulle confezioni e sui cataloghi. Se si decide di pavimentare un bagno o una cucina con della ceramica è meglio optare per delle piastrelle con una bassa percentuale di assorbimento, in quanto possono verificarsi frequenti cadute di gocce di acqua e di liquidi che le danneggiano, provocando delle crepe e la formazione di macchie. Riportiamo una tabella con delle indicazioni circa alcune delle più comuni tipologie di mattonelle ceramiche;

TIPO DI PIASTRELLA

PERCENTUALE DI PERMEABILITA'

GRES PORCELLANATO 0,5%
GRES ROSSO 1-3%
MONOCOTTURA IN PASTA BIANCA O ROSSA 2-7%
KLINKER 2-8%
COTTO 3-15%
TERRAGLIA-PASTA BIANCA 10-20%
MAIOLICA-COTTOFORTE 10-25%
  • resistenza al gelo: è strettamente correlata al grado di impermeabilità poichè se le piastrelle poste in zone esterne filtrano troppa acqua meteorica, quando vi sono condizioni climatiche rigide essa si ghiaccia e si solidifica all'interno dei pori, causando un notevole aumento del volume e della sollecitazione meccanica che possono provocare fessurazioni e rotture della pavimentazione. La norma che certifica che le piastrelle sono altemente resistenti al gelo è la UNI EN ISO 10545.12;
  • resistenza alla flessione: indica il livello di robustezza meccanica, è importante valutare questo aspetto nel caso in cui ci si trova a dover acquistare delle piastrelle per pavimenti sottoposti al passaggio di carichi pesanti; la resistenza alla flessione dipende sia dal materiale con cui sono composte le pianelle, sia dal sottofondo che, se risulta discontinuo e debole o se lo strato di legante non è ben distribuito, esse possono deformarsi o spezzarsi a seguito delle sollecitazioni meccaniche. Anche il grado di capacità di assorbimento dell'acqua gioca un ruolo fondamentale: più la piastrella è porosa e quindi permeabile, più è fragile e tende a rompersi. Le mattonelle compatte sono molto più robuste perché hanno una sezione più piena che contrasta meglio gli impatti. Prima del confezionamento vengono effettuati precisi controlli e se le piastrelle superano appieno le prove di rottura sono contrassegnate dalla norma UNI EN ISO 10545.4;
  • resistenza all'urto: ci si riferisce alla capacità delle pianelle di non frantumarsi qualora si verifichi un impatto dovuto alla caduta di corpi e oggetti. La ceramica non è per natura una materiale resiliente, mostra una considerevole fragilità alle collisioni e ciò non deve essere confuso con il concetto di resistenza alla flessione. In altre parole, anche se le mattonelle ceramiche sono dure e reagiscono bene ai carichi pesanti, quando subiscono un urto violento tendono a spezzarsi facilmente;
  • resistenza all'abrasione: è evidente che le mattonelle per pavimenti sono molto esposte allo strofinamento dei corpi che le calpestano, come suole delle scarpe, mobili, sedie, ruote di carrelli, strofinacci, scope e detersivi. Nel tempo si vengono a creare i segni di consunzione, le pianelle man mano perdono di brillantezza, subiscono dei cambimenti di colore fino ad arrivare all'asportazione del materiale che costituisce il rivestimento. Più le piastrelle sono consumate e più diventano porose e piene di microfessurazioni dove si annida lo sporco. Per valutare il grado di solidità alle azioni abrasive si eseguono delle particolari prove di laboratorio, sia sulle piastrelle smaltate che non smaltate e, sulla base dei loro risultati, viene stesa una classificazione, illustrata nella tabbella sottostante. La classe di appartenza viene generalmente indicata nei cataloghi e sulle confezioni;

CATEGORIA

LIVELLO DI RESISTENZA ALL'ABRASIONE

CLASSE 0 piastrelle non consigliate per i pavimenti
CLASSE 1 piastrelle che tollerano le suole morbide ma non lo sporco abrasivo, possono essere posate in zone interne che non hanno accessi all'esterno
CLASSE 2 piastrelle che ben resistono al calpestio con suole morbide e normali e che tollerano piccole quantità di sporco abrasivo, ma non sono adatte ad ambienti ad alto traffico, come cucine e ingressi
CLASSE 3 piastrelle calpestabili da scarpe con suole normali, non vengono danneggiate dalla presenza di modeste quantità di sporco abrasivo e ben si adattano alle zone ad alto traffico o esterne, come ingressi, balconi, cucine e terrazze
CLASSE 4 piastrelle resistenti allo sporco abrasivo e al traffico ordinario, possono essere allastite all'esterno e nei locali pubblici, tollerano il calpestio di suole non normali, tipo quelle chiodate
CLASSE 5 piastrelle più resistenti in assoluto, sono ideali per le aree a traffico pedonale intenso e con molto sporco abrasivo, possono pavimentare i passaggi pedonali pubblici e gli ambienti industriali
  • resistenza agli sbalzi termici: le mattonelle ceramiche possono subire delle variazioni nelle dimensioni in base ai cambiamenti termici a cui sono esposte, nel caso di forte calore si dilatano, in caso di diminuzione della temperatura il volume si restringe.
    Le conseguenze più frequenti dei repentini cambiamenti di clima sono la rottura e la formazione dei cavilli, ovvero di fessurazioni sulla superficie che danneggiano lo smalto e che, oltre a rappresentare un evidente inestetismo, comportano anche una perdita d'impermeabilità.
    Qualora si opti per delle pianelle di ceramica per pavimentare aree esterne o comunque zone soggette a mutamenti di natura termica, è fondamentale accertarsi che siano contrassegnate dalla norma UNI EN 14411, che indica bassi valori di dilatazione termica. Inoltre è importante che durante la posa in opera vengano posti dei giunti di dilatazione lungo il perimetro del pavimento, in modo che le piastrelle siano libere di potersi dilatare e che non si creino accavallamenti e distacchi; vi sono in commercio dei giunti di alluminio con delle alette di fissaggio laterali che devono essere affogate nel collante posto al di sotto del rivestimento ceramico e che consentono di assorbire un movimento di circa 5 millimetri. Sono semplici da montare e non richiedono nessun tipo di manutenzione;
  • resistenza all'azione di agenti chimici e alla formazione delle macchie: s'intende l'aggressione di sostanze come grassi, oli lubrificanti, reagenti chimici creati in un laboratorio, sangue, inchiostro e detersivi per la pulizia, che possono alterare la colorazione della pavimentazione ceramica e causare l'insorgere di macchie. Per essere sicuri di acquistare delle piastrelle che non mostrano mutamenti a contatto con questi elementi, bisogna controllare che siano contraddistinte dalle certificazioni UNI EN ISO 10545.13 e UNI EN ISO 10545.14, sia per quanto riguarda le mattonelle smaltate che quelle non smaltate;
  • resistenza allo scivolamento: è un requisito essenziale in ambito civile tanto quanto in ambito industriale. In generale le piastrelle ceramiche, se asciutte e pulite, assicurano un ottimo livello di antiscivolosità, tuttavia per assicurare un buon grado di sicurezza vengono sottoposte a prove specifiche che determinano il coefficiente di attrito, nel caso di calpestio con suole di cuoio o di gomma su pavimento bagnato esso deve essere superiore allo 0,40; due certificazioni che attestano le proprietà antiscivolanti a piedi calzati o non calzati sono la DIN 51130 e la DIN 51097. Nelle zone che si bagnano spesso, tipo terrazzi e balconi, è bene che le piastrelle siano posate con una pendenza compresa tra l'1% e il 2,5%, per evitare il ristagno dell'acqua;
  • resistenza al fuoco: la ceramica è uno dei materiali più sicuri in caso di incendio in quanto contrasta bene l'azione distruttrice delle fiamme, non le alimenta e non emette nè fumi, nè sotanze tossiche durante la combustione. Tali proprietà sono indicate dalla norma UNI EN 14411.

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Autore

Antonietta Zazzara