Quali sono le norme di sicurezza per i pavimenti in resina? Le norme UNI e la marchiatura CE per i prodotti e i cicli applicativi

Quali sono i requisiti che un pavimento in resina deve possedere per essere adatto alle specifiche esigenze? La qualità, la resistenza e il rispetto per l'ambiente al primo posto. Quali sono le normative che regolano la qualità del prodotto resina e i cicli di applicazione? Tutte le informazioni relative alle norme UNI, ISO (contro i VOC) e alla marchiatura CE , riguardante i pavimenti in resina.

I pavimenti in resina sono oramai diventati un must per le abitazioni all'avanguardia, glamour e contemporanee. La praticità nella pulizia e nella manutenzione, come anche il grande e meraviglioso impatto estetico che la resina riesce a conferire agli ambienti, costituiscono i due segreti del grande successo.
Tuttavia, scegliere in maniera accorta i pavimenti in resina è un qualcosa che va valutato attentamente, prestando la massima attenzione alle norme di sicurezza, ai certificati e a tutti quei componenti che segnalano la buona salute della resina.

PERCHÉ È NECESSARIO CHE I PAVIMENTI IN RESINA SIANO REGOLAMENTATI DA PRECISE NORME QUALITATIVE?

In commercio, esistono differenti tipologie di resina e diverse qualità, ma solo poche sono in grado di assurgere al compito ben specifico che spetta loro: le resine per le pavimentazioni da interni saranno ben diverse rispetto a quelle impiegate per gli esterni; senza dubbio, le resine con una bassa qualità avranno un valore di mercato conveniente sul piano economico, ma si posizioneranno ai livelli più bassi per ciò che riguarda la qualità.

Pavimento in resina lucida
(Pavimento industriale in resina lucida)

Quest'ultima non deve essere ricercata esclusivamente sul piano della resistenza all'usura e al calpestio, ma anche e soprattutto sul piano della tossicità, in grado di pesare maggiormente sulla salute dell'uomo. È da ricordare, infatti, che la resina è ampiamente impiegata per la pavimentazione di abitazioni all'interno dei quali l'igiene è considerata un obbligo assoluto. Le pavimentazioni in resina, infatti, sono usate nei settori dell'industria alimentare, ma anche chimico-farmaceutica, negli ospedali, oltre agli atavici impieghi nel settore metalmeccanico, dell'elettronica, fino ad arrivare ad essere un elemento decorativo per gli ambienti civili e domestici, moderni e contemporanei.

Pavimento in resina opaca e colorata
(Pavimento in resina opaca e colorata)

In ognuno di questi settori, i pavimenti in resina devono rispettare precise indicazioni comportamentali, in grado di rispondere a precisi standard qualitativi e funzionali che rispondono alle seguenti peculiarità:

  • la resistenza meccanica;
  • la resistenza agli agenti chimici;
  • la resistenza alle variazioni termiche;
  • la resistenza al fuoco;
  • il rispetto dell'igiene e della salute ambientale;
  • la sicurezza applicativa;
  • il risparmio energetico.

Oltre a queste caratteristiche, tuttavia, esistono anche delle normative che garantiscono la buona composizione delle resine, così che esse non rientrino tra quei materiali tossici, in grado di contrastare la produttività e intromettersi nel processo di lavorazione, o di compromettere ambienti per i quali è richiesta la sterilizzazione e la completa igiene.

QUALI SONO LE NORME CHE REGOLARIZZANO I PAVIMENTI IN RESINA?

Dato il grande successo delle pavimentazioni in resina, negli ultimi anni, l'intero settore è stato sottoposto a continui studi, in grado, così di fornire un vademecum aggiornato, puntuale e preciso su tutti i requisiti richiesti per un pavimento in resina. Ciò ha permesso di uniformare i cicli di produzione e di applicazione, così da fornire un prodotto più standardizzato possibile, in materia di qualità e rendimento.

Pavimento in resina bianca
(Pavimento in resina bianca)

Le normative UNI che dettano le regole e le norme riguardo ai requisiti dei pavimenti in resina sono le seguenti:

  • UNI 8636 che stila un elenco dettagliato circa le caratteristiche che devono possedere i pavimenti resinosi;
  • UNI 8297 definisce la terminologia esatta per i pavimenti resinosi;
  • UNI 8298-xx, con la quale si sottolineano e si determinano le caratteristiche e le prestazioni;
  • UNI 10966, la quel fornisce le istruzioni da seguire per la progettazione e l'esecuzione dei pavimenti resinosi.

In particolare, quest'ultima e la norma UNI 8298-xx, forniscono le dritte sulle caratteristiche che un pavimento in resina deve possedere, sia sul piano della composizione, sia in materia di progettazione e posa; la buona pratica, infatti, consentirà di ottenere un pavimento in resina con una buona adesione al supporto, una buona resistenza agli agenti chimici, all'abrasione, un buon comportamento all'azione del fuoco, un'ottima resistenza meccanica, consentirà di determinare il coefficiente di attrito, così da poter scegliere la resina adatta al proprio caso.

QUALI SONO LE SICUREZZE GARANTITE DALLE NORME PER I PAVIMENTI IN RESINA? COME FARE PER ACCERTARSENE?

Grazie alla definizione di norme ben precise che definiscono le caratteristiche e i processi di lavorazione dei pavimenti in resina, il cliente finale può godere di una certa tranquillità, poiché riesce a riconoscere e distinguere un prodotto buono da quello scadente.

Ufficio con pavimento in resina
(Ufficio con pavimento in resina)

Le norme, come si è visto, non solo dettano i requisisti indispensabili per la composizione e le caratteristiche tipiche delle resine per pavimenti, ma al contempo, ne delineano le corrette metodologie di applicazione, cosicché il cliente finale, già dai primi momenti, riesce a rendersi conto della qualità del prodotto e della bontà delle tecniche di lavorazione e di posa di una precisa azienda.

Le norme UNI impongono severe restrizioni professionali a tutti gli attori interessati nel processo della scelta e della messa in posa dei pavimenti in resina, dunque, il cliente può essere al 100% sicuro dell'offerta proposta. Tuttavia è indispensabile scegliere bene e accertarsi dei metodi di lavorazione prima di affidare il lavoro ad una precisa ditta.

Posa di un pavimento in resina
(Posa della resina per pavimenti interni)

È indispensabile, infatti, che il progettista, o lo stesso cliente, si affidi ad aziende di produzione che operino nel rispetto delle normative UNI, con certificazioni e garanzie. Le aziende, infatti, devono accertare e rassicurare il cliente, fornendo tutte la documentazione necessaria, comprendente le seguenti dichiarazioni:

  • le schede tecniche;
  • le schede di sicurezza;
  • i risultati dei test eseguiti sui prodotti resinosi;
  • le assicurazioni RC sui prodotti;
  • certificazione ISO;
  • le marchiature dei prodotti e dei cicli applicativi.

In particolar modo, le certificazioni ISO garantiscono i rispetto del Sistema Qualità, fortemente richiesto ai giorni nostri.

CHE COSA DETERMINA LA MARCHIATURA CE DEI PRODOTTI RESINOSI E DEI LORO CICLI APPLICATIVI?

Le marchiature dei prodotti e dei cicli applicativi più noti sono i seguenti:

  • CE per i prodotti europei;
  • ASTM per i prodotti americani (USA);
  • BBA per i prodotti Inglesi.

Le aziende, interessate a fornire un ottimo prodotto, impiegano ingenti quantità di denaro per porre sotto certificazione le resine o i cicli applicativi delle stesse, così da tranquillizzare il cliente e farlo scegliere in totale consapevolezza. Il cliente finale, dalla sua parte, trova nelle certificazioni un carattere distintivo che segnala la buona qualità del prodotto scelto, poiché la marchiatura avviene mediante test e controlli specifici, eseguiti da enti competenti, dunque non c'è motivo di dubitare della bontà delle resine.

Ambiente pubblico con pavimento in resina
(Pavimento in resina all'interno di un ambiente pubblico)

Il ciclo applicativo non è immune o esente delle certificazioni che ne attestano la qualità e la buona condotta; i marchi di qualità conducono il prodotto fino al cliente finale, ad incominciare dalle fasi preliminari, durante, cioè il contatto con il cliente, nella valutazione dell'ambiente all'interno del quale operare e soprattutto durante la fase della posa vera e propria della resina.

Scegliere le aziende certificate è una garanzia per il cliente finale, capace di valutare tranquillamente la scelta del prodotto, senza preoccuparti della qualità dello stesso.

Secondo l'articolo 1667 del Codice Civile, inoltre, l'azienda, che si è occupata della posa delle pavimentazioni in resina, deve garantire un'assistenza per i due anni successivi alla realizzazione dell'intera pavimentazione (leggi interne all'azienda possono anche estendere la durata, ma mai diminuirne il tempo). Inoltre, le aziende dovranno fornire al cliente anche le certificazioni necessarie per poter valutare la scelta della resina apposita, specifica per le esigenze personali, per l'impiego  e per la destinazione d'uso.

Particolare di un pavimento in resina particolarmente poroso
(Particolare di un pavimento in resina particolarmente poroso)

I prodotti resinosi devono obbligatoriamente possedere la marchiatura CE dal 2006, soprattutto per quelle adatte e impiegate per gli ambienti interni. La commercializzazione del prodotto resina per pavimenti, sprovvisto del marcio CE, è considerato fuori legge.

Il marchio CE, inoltre, si fonda sulla normativa europea EN 13813, la quale definisce i requisiti indispensabili che deve possedere un massetto per la realizzazione di pavimentazione di ambienti interni.

QUALI SONO LE NORME CHE REGOLANO I VOC (VOLATILE ORGANIC COMPOUNDS)?

I VOC (in italiano Composti Organici Volatili) sono dei composti chimici liquidi che si disperdono nell'ambiente sottoforma di vapore, se sottoposti ad elevate temperature, pressione o umidità. Tali dispersioni sono molto nocive, proprio per questo motivo, l'edilizia moderna sta cercando di limitare il più possibile queste componenti nei prodotti impiegati e anche le resine non sfuggono a queste innovazioni.

Pavimento in resina per locale interno
(Pavimento in resina in un locale interno)

In Europa sono valide le norme ISO le quali consentono di provare le emissioni di VOC e formaldeide e tenerli sotto controllo; le più comuni ed importanti sono le seguenti:

  • ISO 16000-3 che prova e analizza la presenza dei composti carbonilici di formaldeide presenti nell'aria;
  • ISO 16000-6 che prova la presenza di composti organici volatili presenti nell'aria;
  • ISO 16000-9 che regola il funzionamento della camera di prova di emissione (con la durata di 28 giorni);
  • ISO 16000-10 che regola l'operazione di cella di prova di emissione;
  • ISO 16000-11 che regolamenta la preparazione dei provini.

Inoltre, grazie a specifici studi e a seguito dell'attenzione prestata sul problema delle emissioni nocive nell'ambiente, sono stati definiti anche i valori limite per le singole classi di emissione, i quali vengono elencati nella tabella seguente.

CLASSI

C (µg/m-3)

B (µg/m-3)

A (µg/m-3)

A + (µg/m-3)

TVOC

> 2000

<2000

<1500

<1000

Formaldeide

> 120

> 120

> 60

> 10

Acetaldeide

> 400

> 400

> 300

> 200

Toluene

> 600

> 600

> 450

> 300

Tetracloroetilene

> 500

> 500

> 350

> 250

Xilene

> 400

> 400

> 300

> 200

1,2,4 - Trimetilbenzene

> 2000

> 2000

> 1500

> 1000

1,4 - Diclorobenzene

> 120

> 120

> 90

> 60

Etilbenzene

> 1500

> 1500

> 1000

> 750

2 - Butossietanolo

> 2000

> 2000

> 1500

> 1000

Stirene

> 500

> 500

> 350

> 250

I dati numerici contenuti in questo articolo sono stati tratti dal sito dell'azienda tra i leader di settore kemper-system.com

Articolo letto 3.862 volte

Autore

Dott.ssa Sara Tomasello