Quale pavimentazione scegliere per la cucina?

La cucina è una delle aree maggiormente frequentate durante l'arco della giornata, e per scegliere la pavimentazione sono diverse le caratteristiche da prendere in considerazione. I materiali disponibili sono parquet, resina, laminato e PVC flottante.

La scelta della pavimentazione della cucina è una valutazione da affrontare con molta attenzione. La cucina è infatti un locale "particolare", innanzitutto poiché è una delle stanze maggiormente frequentate (e quindi soggette a un continuo calpestio) e in secondo luogo poiché rispetto ad altri ambienti c'è la possibilità di caduta di acqua, cibo, oggetti, o liquidi di diversa natura. In questo articolo cercheremo di prendere in considerazione un pavimento che si discosti dalla scelta classica della ceramica e che sia nel contempo capace di offrire le medesime caratteristiche inerenti alla durabilità negli anni.

Le tipologie che possiamo scegliere per la nostra cucina sono:

  • parquet
  • resina
  • laminato
  • pvc flottante

Ogni pavimentazione ha naturalmente vantaggi e svantaggi, pregi e difetti.

 

PARQUET

Parlare di parquet significa aprire un argomento vastissimo, e occorre partire dal presupposto che se abbiamo optato per questo materiale, occorrerà acquistare un prodotto di alta qualità che rispetta le normative della Comunità Europea, e non soltanto in virtù delle caratteristiche di bellezza, durabilità e affidabilità, ma principalmente perché il parquet è un materiale "vivo", che respira, capace di rilasciare nell'ambiente delle sostanze che possono risultare nocive per la nostra salute. Occorre come inizio verificare la provenienza e la lavorazione del nostro parquet, il quale deve avere uno strato di almeno tre millimetri e mezzo, in modo da considerare la rilevigatura da effettuare con gli anni. Scegliere l'essenza è il secondo passo importante. Per la cucina sono ottimi il teak oppure l'iroko, tipologie legnose che resistono all'umidità ma sono molto delicate e basta poco per segnarle o rovinarle. Il rovere è invece un'essenza molto resistente. Un consiglio utile sarebbe quello di creare una "zona protettiva" sotto l'area del piano cottura e del lavello nel caso di piccole e improvvise fuoriuscite di acqua.

Occorre verificare che si tratti di un tipo di legno certificato secondo le norme della CE

(Un esempio di pavimentazione in parquet per la cucina)

RESINA

Uno dei parquet più diffusi è quello che prevede la resina mescolata al sughero. Questo tipo di pavimentazione ha la caratteristica di essere elastica al duecento per cento, e non ha quindi il problema della presenza delle microfratture che invece esistono nella classica resina. La temperatura media del materiale è di quindici gradi, e l'umidità non rappresenta un problema (infatti tale tipo di resina viene impiegata anche per pavimentare le piscine). È possibile scegliere diversi effetti personalizzati con diversi colori. Lo spessore è di circa tre millimetri, e nel caso in cui si decida di scegliere la resina come pavimento per la cucina occorre considerare che ci sono diversi stadi di lavorazione, per complessivi dodici/tredici giorni di lavorazione.

PAVIMENTO IN LAMINATO

I parquet laminati si suddividono in tre differenti tipologie, in base al grado di abrasione: AC3, AC4, AC5. L'AC3 è una pavimentazione principalmente adatta per le stanze da letto oppure per il salotto. L'AC4 è la soluzione migliore per negozi piccoli oppure per pavimentare gli appartamenti per intero. L'ultimo infine, l'AC5 è destinato a quegli edifici che hanno un elevato traffico, sia domestico che commerciale. Nel caso di una cucina sicuramente la scelta più giusta è quella dell'AC4, poiché con i suoi otto millimetri di spessore ha maggiore resistenza. Infine, però occorre sottolineare che anche l'AC5 è una buona pavimentazione: spessore di dodici millimetri ed un elevato grado di resistenza.

L'AC4 sembra essere la scelta migliore per pavimentare una cucina

(I laminati si suddividono in tre differenti tipologie, in base al grado di abrasione)

PVC FLOTTANTE

Tra tutte le soluzioni viste fino ad adesso, il PVC flottante è senz'altro quella più veloce nella realizzazione. È importante in questo casa la tipologia di camera in cui il pavimento deve essere posato. Se prendiamo in considerazione la cucina indubbiamente la soluzione migliore è quella di scegliere un vinile di una certa qualità. Il PVC è formato principalmente da materiale plastico che diventa flessibile grazie all'aggiunta di additivi. Si distingue in due prodotti: l'omogeneo e l'eterogeneo (cioé il multistrato). Quello maggiormente utilizzato e più diffuso è l'omogeneo, il quale si compone di tre differenti strati.

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Autore

Luigi Boccia