Quale legno e che tipo di posa per il pavimento in parquet?

Una guida nella scelta del pavimento giusto per la vostra abitazione, dalla scelta delle essenze e della tipologia di legno, alle differenti geometrie e ai tipi di posa. Un approfondimento nell'universo del parquet e delle sue mille possibilità di combinazione.

La bellezza e il fascino del legno restano indiscussi nella scelta dei pavimenti della nostra abitazione. Che tipo di legno scegliere e quale la posa è una valutazione che deve essere fatta in base a una serie di parametri personali, che vanno dal gusto personale a quelle che sono le nostre priorità da soddisfare. Ma nel mondo del parquet le scelte sono davvero numerose, e chi vi si avvicina per la prima volta può entrare in confusione. Il primo passo da compiere è quello della scelta del legno.

Durabilità. Come testimoniano anche gli antichi palazzi, i pavimenti in rovere sono quelli più robusti e duraturi nel tempo. Lo troviamo prefinito multistrato oppure massello, anche se la prima soluzione rappresenta probabilmente la più adatta, poiché entrambi possono essere rinnovati ma il prefinito presenta una maggiore stabilità. Prendere un legno che sia certificato e dalle origini sicure, come testimoniano i marchi Fsc® e Pefc® per la tutela dell'ambiente, ci offre una sicurezza sulla sua durabilità e che non contenga sostanze novice. 

Ridurre i tempi. A differenza delle altre tipologie, il prefinito non necessità di ulteriori lavorazioni come la levigatura o la verniciatura e può essere calpestato praticamente da subito. C'è un altro fattore da tenere in considerazione: le grandi dimensioni oggi sono sicuramente una moda, ma a differenza dei piccoli elementi abbiamo una riduzione notevole dei tempi di posa. In secondo luogo ci sono alcuni tipi di parquet che hanno uno spessore di dieci millimetri (solitamente siamo sui quattordici) che possono essere direttamente incollati su un pavimento preesistente, il che significa anche limitare quelle che sono le operazioni da effettuare sulle porte presenti. 

Abbassare i costi. Per ridurre le spese ci si deve orientare sulla scelta di un prefinito a due strati, salvo alcune offerte che possiamo trovare in giro presso i rivenditori per un prefinito a tre strati. Poi se consideriamo determinati tipi di posa (come la flottante), possiamo nel caso di un trasferimento da un'abitazione a un'altra, portare via il nostro pavimento e riutilizzarlo. 

Chi vi si avvicina per la prima volta può entrare in confusione

(Alcune delle differenti tipologie di parquet)

I PARQUET ALLA MODA

Ma quali sono attualmente le scelte più diffuse, quali i tipi più attuali? Il protagonista resta indubbiamente il rovere, e questo successo costante è dovuto alla sua colorazione naturale. C'è poi una variante che riscuote molto interesse, quella del rovere sbiancato, che riesce a integrarsi molto bene agli arredamenti in virtù delle sue striature bianche e grigie. Questa tipologia ha il difetto che le zone esposte direttamente ai raggi solari tendono a scurirsi.

Il wengè è un'altra scelta preferita negli ultimi anni dagli architetti, poiché il suo colore che tende al nero permette di poterlo facilmente abbinare a qualsiasi colore e di arredamento.

Altra essenza molto richiesta è il teak, legno di origine asiatica dalla colorazione molto vicino a un giallo sfumato, particolarmente adatto nelle abitazioni vicino al mare per la sua resistenza alla salsedine.

LE GEOMETRIE E I TIPI DI POSA

La seconda scelta da prendere dopo aver individuato la specie legnosa, è quella della geometria con i diversi tipi di messa in opera. Infatti i listoni e i pistoncini che verranno accostati tra di loro possono dare origine a diverse composizioni geometriche, disegni che spesso risultano di grande effetto. I disegni non hanno solo una funzione estetica ma anche funzionale, e i movimenti di assestamento del legno sono la prima cosa da mettere in preventivo. Gli elementi più piccoli sono quelli che soffrono maggiormente della variazione di dimensione. Motivo per cui prendendo come esempio un lungo corridoio stretto, la scelta più giusta sono gli elementi più lunghi che seguono parallelamente la parete.

L'illuminazione è l'altro fattore importante da considerare, poiché la luce naturale cambia quella che è la nostra visione del parquet, dove le venature potranno risaltare maggiormente ad esempio se la luce attraversa il parquet nel senso della sua lunghezza. L'apertura della porta e il senso della percorrenza sono altri fattori estetici che risaltano appena entriamo nell'unità abitativa. In generale abbiamo sei differenti geometrie su cui soffermarci:

Cassero irregolare. Gli elementi hanno una disposizione nel senso della lunghezza, con una variazione tra le giunture iniziali e gli stessi elementi, in una geometria irregolare che corre parallelamente o diagonalmente al muro, con un inclinazione diversa (di quarantacinque o trenta gradi) rispetto alle pareti.

Cassero  regolare. Si tratta di una variante della geometria precedente, con la differenza che gli elementi sono dello stesso formato e hanno una disposizione che corre nel senso della lunghezza, con file che corrono costantemente simili alternandosi l'una all'altra. 

Spina di pesce. I singoli elementi sono disposti a file parallele con un inclinazione di novanta gradi tra di loro, con le teste che si uniscono, in una posa che è diagonale oppure dritta. 

Spina ungherese. Simile alla precedente ma gli elementi in questo caso hanno i lati corti tagliati che hanno una inclinazione rispetto a quelli più lunghi di sessanta o quarantacinque gradi.

Mosaico o a quadri. I singoli elementi sono sistemati a formare un quadrato, con un tipo di posa che può essere dritta o diagonale. È la soluzione migliore per le pareti che non sono perfettamente dritte.  

Fascia e bindello. Abbiamo elementi in legno dalla differente geometria che rappresentano la fascia rispetto alla geometria dominante, altri elementi chiamati bindello rappresentano il raccordo tra i due tipi di schemi geometrici.

Esistono differenti tipologie di messa in opera del parquet

(Tre differenti tipologie di messa in opera)

LE TECNICHE DI POSA

Sono tre le differenti tecniche di messa in opera del parquet, che dipendono dal tipo e dal formato dei singoli listelli che compongono il pavimento: incollata, flottante e inchiodata.  La preparazione di un buon piano di posa è fondamentale per un risultato eccellente. Il piano di posa deve rispettare una serie di caratteristiche, tra le quali spessore uniforme, resistenza meccanica, e deve avere una buona protezione dall'umidità. Tali requisiti possono essere controllati da personale specializzato con le adeguate apparecchiature.

 

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Autore

Luigi Boccia