Le diverse essenze e tipologie del parquet

Il parquet è una soluzione che si sceglie principalmente per fattori estetici e di arredamento, anche se è un elemento con buone caratteristiche di isolamento termico e resistente all'usura. Ma come orientarsi tra le diverse tipologie ed essenze? Qualche consiglio pratico prima dei vostri acquisti.

Una delle motivazioni per cui ci si orienta verso la scelta del parquet è indubbiamente la sua funzione estetica, ma nel contempo il materiale garantisce una serie di altri aspetti positivi, come il buon isolamento termico, la resistenza all'usura o la fonoassorbenza. Ma quando si parla di parquet ci sono una serie di elementi da prendere in considerazione, passando dalle tipologie, alle geometrie, fino ad arrivare alle essenze. Sono decine le possibili combinazioni che possiamo scegliere in commercio, che comportano anche considerevoli variazioni di prezzo per un'estetica funzionale e molto ricercata. Come orientarsi? Innanzitutto serve una corretta e chiara informazione.

LE TIPOLOGIE

La prima distinzione importante è quella tra il parquet in legno massiccio o multistrato. Nel primo caso è composto interamente di legno nobile (regolare nello spessore e costante nel profilo), nel secondo abbiamo uno strato superiore in legno massiccio e una base di legno in quello inferiore. È la finitura superficiale a definirne la tipologia. Possiamo individuare tre sostanziali differenze:

  • Grezzo: quando viene levigato in opera
  • Prefinito: è soltanto da posare
  • Precalibrato: nel caso di elementi da incastro

Il parquet multistrato si divide invece in due categorie:

  • A due strati: quello superiore in legno massiccio viene incollato su una base di legno
  • A tre strati: con un elemento centrale in legno, un elemento superiore e uno inferiore in legno massiccio.

Lo spessore genera la definizione stessa di parquet

(Schema di parquet a due strati)

Naturalmente è lo spessore del legno che genera la stessa definizione di parquet: possono infatti definirsi tali soltanto quei pavimenti che abbiano prima della posa uno spessore dello strato superiore non inferiore ai 2,5 millimetri. Sia il parquet a legno massiccio che multistrato può essere Precalibrato (quando è soltanto da posare e trattare in opera e Prefinito (quando è soltanto da posare).

A seconda delle dimensioni, gli elementi che compongono il parquet prendono diversi nomi commerciali. Si va dai Listoncini (dalla lunghezza di 35/60 centimetri, alla larghezza di 7 centimetri e spessore di 10 millimetri) ai Listoni (dalla lunghezza di 60/130 centimetri, alla larghezza di 8/12 centimetri e spessore di 15/20 millimetri), fino ad arrivare alla Lamaparquet (dalla lunghezza di 25/30 centimetri, alla larghezza di 5/6 centimetri e spessore di 10 millimetri), per un totale di sei categorie.

Sei categorie per differenziare tutti gli spessori del parquet

(Un esempio di parquet a listoni)

La lavorazione del legno è poi suddivisa in tre classi d'aspetto, contraddistinte da tre differenti simboli:

  • O: limita al massimo i difetti e le naturali imperfezioni del legno (vedi nodi, variazioni cromotatiche)
  • ?: lascia parzialmente visibili i difetti
  • ρ: c'è la possibilità di avere delle imperfezioni.

In coda troviamo anche una classe libera. Ciò significa che al produttore del materiale non è imposta nessuna classificazione e che rappresenta una particolare selezione offerta dal produttore o richiesta dall'acquirente.

LE ESSENZE

Si può spaziare dal rovere all'acero, dal wengé al frassino, in un'ampia varietà di materiali. Indubbiamente nella maggior parte dei casi è un criterio estetico a fornire la risposta giusta su quale parquet sia più adatto alla nostra abitazione e al nostro arredamento. È comunque utile sapere a prescindere dall'estetica quali sono le caratteristiche tecniche di ogni essenza in commercio, sia per fattori come temperatura e umidità, sia per le caratteristiche di durabilità nel tempo. La classificazione del legno avviene in cinque categorie:

  • Massa volumica con tenuto di umidità al 12% (kg/mc): in pratica rappresenta la pesantezza del legno, che è considerato leggero fino a 500 Kg/mc, e pesante se supera i 951 kg/mc
  • Ritiro volumetrico: come il legno varia in funzione di percentuali di umidità
  • Stabilità dimensionale: una scala di gradazione percentuale che valuta le dimensioni del legno rapportate alle condizioni climatiche in esterno
  • Durezza: è la resistenza alla penetrazione
  • Durabilità: il grado di resistenza del legno in percentuale contro i funghi e vari microoganismi

Da un punto di vista dell'estetica, le essenze possono essere suddivise in quattro categorie:

Chiare: come il faggio, che ha una tonalità vicino al rosa, non è amante degli sbalzi di temperatura e di conseguenza non è una buona scelta nel caso in cui si ha un impianto con riscaldamento a pannelli. L'acero americano ha la caratteristica di presentare dei livelli di ossidazione veramente bassi, mentre il rovere ha la peculiarità che con il trascorre del tempo ha un cambiamento di colore che tende al giallino, ed è intollerante all'umidità

Brune: come l'iroko, adatto ai locali con umidità, come bagno e cucine, il suo colore cambia a seconda dell'esposizione della luce. L'afrormosia è invece l'essenza che di adatta bene al riscaldamento a pannelli, poiché tollera benissimo le escursioni termiche. Viene invece utilizzato nel settore navale il teak, una essenza asiatica che resiste benissimo all'umidità.

Rosse: come il doussiè Africa, che si adatta benissimo alle più svariate condizioni, e il merbau, essenza asiatica che tende ad avere delle modificazioni con l'esposizione.

Scure: tipo il mutenye, essenza molto resistente che ha diverse tonalità di colori, dal marrone al nero. Oppure il wengé-Panga che non presenta cambiamenti di colore all'esposizione solare.  

Esistono diverse tecniche per la posa

(Parquet: esempio di posa a mosaico)

Anche per la posa possono essere utilizzate tecniche diverse: flottante, incollata e inchiodata. E dalla posa si passa alla geometria, che ci apre un'ulteriore rosa di possibilità. Nella posa a spina di pesce abbiamo delle file dritte o diagonali che vanno a incastrarsi con altre file mantenendo un angolo di novanta gradi. Oppure ci sono i listoni a cassero regolare o irregolare, o la spina ungherese, dove i due lati più corti sono tagliati per combaciare. Chiudono la posa a mosaico (ci sono cinque liste che l'una vicino all'altra formano un quadrato, e le liste sono poi alternate in orizzontale e in verticale), e la fascia a bindello, in cui le listarelle sono sistemate in libertà ma sono circondate da un perimetro dalla differente geometria.

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Autore

Luigi Boccia