L'allestimento di un parquet: i tre metodi di posa in opera e consigli per creare un buon massetto


Realizzare un buon massetto è fondamentale per un'ottima tenuta della pavimentazione in legno. Questo articolo fornisce indicazioni per costruire un massetto a regola d'arte e illustra come posare il parquet con tre tecniche diverse.

Autore

Antonietta Zazzara

Per rendere una pavimentazione in legno stabile, durevole e priva di difetti è importante creare un buon massetto ed eseguire una perfetta posa in opera, seguendo delle regole ben precise. Vediamo quali sono:

Come deve essere il massetto

Il massetto è un elemento costruttivo orizzontale su cui viene posato il pavimento, è una struttura con spessore generalmente dai 4 agli 8 centimetri e poggiante su di un supporto che può essere un solaio o una pavimentazione pre-esistente. Per i parquet si possono comporre vari tipi di massetti:

  • massetto cementizio: è costituito da una malta composta da cemento portland 32,5, da ghiaia e da sabbia di fiume o di frantoio a granulometria non troppo fine, ossia con diametro da 0 a 8 millimetri. Se si sceglie una tipologia di sabbia a granulometria fine è necessario aggiungere più acqua nell'impasto, i tempi di asciugatura si allungano e aumenta il rischio che si creino delle fessurazioni. Bisogna evitare anche la sabbia di mare e gli inerti troppo assorbenti che impiegano più tempo per asciugarsi. I corretti dosaggi dei componenti sono indicati nella tabella seguente:

MATERIALE

DOSE

CEMENTO 300 kg
SABBIA CON GRANULOMETRIA 0-8 MM 630 kg
GHIAIA CON GRANULOMETRIA 5-15 MM 1230 kg
ACQUA 175 litri
  • massetto di anidride: è composto da una miscela di anidride naturale o sintetica finemente macinata e di inerti a base di carbonato di calcio, a cui bisogna aggiungere un apposito indurente a base di sali solubili in acqua; s'indurisce rapidamente, è più stabile del massetto cementizio tradizionale e deve avere uno spessore non superiore a 5 centimetri. Grazie alle ottime proprietà di conducibilità termica risulta idoneo a sostenere impianti a pavimento. I corretti dosaggi dei componenti sono indicati nella tabella seguente:

MATERIALE

DOSE

LEGANTE IDRAULICO 20 kg
INERTI CON GRANULOMETRIA 0-8 MM 80-100 kg
ACQUA circa 6 litri
  • massetto fluido autolivellante: può essere sia cementizio che a base di anidride, viene costruito con l'applicazione di un premiscelato secco, costituito da cementi a presa rapida, sabbia silicea, resine e additivi speciali, e già pronto per essere lavorato con la sola aggiunta dell'acqua. Essendo un massetto fluido si autolivella, ma per ottenere la massima planarità si può ulteriormente livellare la superficie liquida con una barra livellatrice, dopo essersi asciugato presenta una struttura molto compatta, è meno sensibile al ritiro e più resistente meccanicanicamente rispetto ai precedenti. Ha anch'esso una buona conducibilità termica ed è adatto alla collocazione di impianti a pavimento e alla posa per incollaggio;
  • massetto di asfalto colato: si ottiene dalla miscelazione di bitume, ghiaietto, sabbia e filler, viene applicato a caldo ad una temperatura di 180-200 gradi con l'intervento di personale specializzato; è molto impermeabile all'acqua e al vapore e ha eccellenti proprietà isolanti, risulta particolarmente indicato per la posa del parquet ad incollaggio o galleggiante;
  • massetto radiante: incorpora le tubazioni degli impianti di riscaldamento a pavimento, deve essere rinforzato da una rete elettrosaldata, in quanto è più soggetto alle deformazioni e alle fessurazioni e il suo spessore al di sopra delle serpentine non deve essere inferiore a 2,5 centimetri. Per renderlo molto compatto e per permettere una buona diffusione del calore è importante che nell'impasto si riduca il rapporto acqua-cemento, preferendo l'uso di additivi fluidificanti.

Per evitare problemi di risalita dell'umidità, che danneggia fortemente il legno, è necessario che il massetto sia desolidarizzato, ovvero realizzato interponendo un foglio di polietilene o di pvc, che funge da barriera al vapore, tra il massetto e il supporto sottostante ed è bene inserire lungo il perimetro delle pareti e intorno ai pilastri del materiale comprimibile, tipo polistirolo espanso, in strisce da 1 centimetro, per contenere le dilatazioni. Lo spessore giusto del massetto desolidarizzato è di 35/40 millimetri, il sottofondo sui cui viene posata la barriera al vapore deve essere completamente pulito, privo di polveri, di effluorescenze, di olii, di grassi e di altre impurità.

Fare attenzione a...

Prima di procedere alla messa in opera del parquet è importante valutare il livello di umidità dell'aria attraverso un apposito strumento chiamato igrometro. Date le alte proprietà igroscopiche del legno, in presenza di un eccessivo vapore acqueo si possono verificare rigonfiamenti che possono causare il distacco del parquet e, al contrario, nel caso di un ambiente troppo secco, il volume del legno si restringe e si formano delle fessurazioni. Il giusto valore di umidità nell'aria è del 60%, la zona destinata ad ospitare il parquet deve essere, pertanto, preparata in maniera adeguata, mediante l'utilizzo di deumidificatori. Inoltre bisogna accertarsi che il massetto sia:

  1. compatto: ovvero che presenti una superficie del tutto omogenea, senza zone frabili e incosistenti, qualora vi siano difetti di questa sorta bisogna provvedere al risanamento con prodotti specifici;
  2. stagionato: deve essersi asciugato e ritirato completamente, per un massetto cementizio tradizionale è necessario attendere all'incirca un mese, se si utilizzano dei leganti idraulici ad asciugamento veloce o delle malte premiscelate, si possono ridurre notevolmente i tempi di attesa a 7 o a 4 giorni;
  3. pulito: privo di detriti, di polvere e di materiali di scarto sulla superficie che compromettono la buona aderenza del pavimento;
  4. asciutto: non ci deve essere eccessiva umidità residua, per valutare il livello ci si può servire dell'igrometro elettrico o a carburo, per un massetto cementizio i valori di umidità devono essere inferiori al 2%, per un massetto idraulico devono essere minori dello 0,5%;
  5. planare: per verificare che il massetto sia perfettamente piano basta appoggiare una staggia lunga 2 metri sulla superficie e in tutte le direzioni, la tolleranza di pendenza consentita è di 2 millimetri;
  6. liscio: ossia senza fessurazioni o crepe, che si possono creare quando c'è troppa acqua nell'impasto e quando l'aggregato è di granulometria troppo fine; le fessurazioni possono essere riparate e sigillate con colature di resina epossidica.

Il video che segue mostra alcune fasi della realizzazione di un massetto autolivellante, con distribuzione dell'impasto mediante pompa e livellamento con barra livellatrice:

La posa in opera del parquet ad inchiodatura

Si tratta di una tecnica obsoleta e si usa solitamente per i parquet tradizionali dotati di incastri maschio-femmina. I listoni vengono incastrati tra di loro e inchiodati sul maschio, in corrispondenza di magatelli sottostanti,  con minimo due chiodi, lunghi 35-40 millimetri e piantati a 45 gradi per mezzo di un martello o di un'inchiodatrice. È importante lasciare sempre dei giunti di 10 millimetri lungo il perimetro per far sì che il legno trovi spazio adeguato per adagiarsi a seguito delle dilatazioni termiche. Nel caso in cui vi siano dei listoni che non possono essere inchiodati, in quanto posti al di sopra di tubazioni, è possibile fissarli per incollaggio. Questo tipo di pavimentazione si caratterizza per il tipico rumore di scricchiolio durante il calpestio, causato dallo sfregamento dei chiodi sul legno, a cui si accompagna un effetto a cassa armonica, tipico delle antiche pavimentazioni lignee.

La posa incollata

Questo metodo è il più frequente e viene utilizzato sia per i parquet tradizionali che per quelli prefiniti; i listelli possono essere incollati su di un massetto oppure su delle piastrelle già presenti, l'importante è che il piano di appoggio sia ben pulito, perfettamente pianeggiante e privo di umidità.

La colla viene stesa con una spatola a tre denti e con una cazzuola, facendo dei movimenti semicircolari, in modo da ripulirla man mano dalla presenza di polvere residua e da ottenere delle righe di colla.

È fondamentale stare attenti alla quantità di adesivo che si stende, in quanto se risulta eccessivo potrebbe provocare delle imperfezioni del pavimento. Per l'asciugatura della colla si deve attendere circa 3 giorni, poi si prosegue con una levigatura della superficie con carta vetrata e infine con l'incollaggio;  gli elementi lignei devono essere disposti in maniera da risultare ben accostati tra di loro e da aderire perfettamente al sottofondo, ci si può aiutare con una mazzuola di gomma e con una livella a bolla d'aria.

Se si tratta di un parquet grezzo si deve usare della colla vinilica, se il parquet è verniciato si deve utilizzare una colla a solvente. È opportuno sempre lasciare 10 millimetri di bordo perimetrale per la dilatazione del legno e nel caso in cui le pareti non siano perpendicolari, è fondamentale realizzare una squadratura della stanza e tracciare delle linee che servono da guida.

Nel video sottostante si può osservare come eseguire la posa per incollaggio di un parquet prefinito:

La posa flottante o galleggiante

Consiste nell'interporre uno strato di isolante acustico o una barriera a vapore (in genere si tratta di un tappetino in polietilene) tra il massetto perfettamente livellato e il pavimento ligneo. I listelli, che compongono la pavimentazione, sono fissati tra loro ponendo della colla vinilica tra gli incastri. Nel caso in cui il massetto presenti dei difetti di planarità si può intervenire, prima di procedere con il montaggio del parquet, eseguendo una rasatura o impiegando dei prodotti autolivellanti. È un tipo di posa che consente di ottenere alti livelli di insonorizzazione e di isolamento termico e in genere viene eseguita per l'allestimento di listoni di grandi dimensioni, provvisti di incastri maschio-femmina.

Ecco come avviene la posa galleggiante:

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